Veneziane integrate nel vetro dei lucernari, 128 motori su bus KNX. Non salgono: si orientano, e l’inclinazione delle lamelle è l’unica cosa da comandare. Nessuno le comanda a mano: il sistema lavora sempre in automatico, sulla lettura di una stazione meteo.
La sede del Consorzio è un edificio d’autore: progetto di Guido Canali, disegnato fra il 1975 e il 1978 e costruito fra il 1977 e il 1983, censito fra le architetture italiane contemporanee. Telaio in cemento armato, facciate vetrate continue e lucernari continui in copertura — nel censimento sono descritti come coperture a shed — che portano luce naturale diffusa negli ambienti sotto.
Nel 2020 l’edificio è stato oggetto di un intervento di riqualificazione, con l’obiettivo dichiarato di lavorare su luce, sole e calore senza intaccare il disegno originale. La luce che scende da un lucernario è una risorsa nove mesi all’anno e un problema negli altri tre: da qui nasce il nostro pezzo di lavoro, che non riguarda il tetto ma le veneziane dentro il vetro.
Le schermature sono veneziane integrate nel vetro delle specchiature: non si apre nessuna finestra e non si alza nessuna tenda. I motori sono 128, 64 per lato, est e ovest, distribuiti su otto centraline per lato, una per campata.
Le veneziane non salgono: si orientano soltanto. Restano dove sono e l’unica cosa che si muove è l’inclinazione delle lamelle, comandata in due modi:
I canali sono 32 per lato: ogni comando muove una coppia di motori. Si comanda per canale, per campata e per lato intero, e ogni canale risponde con lo stato: a che inclinazione si trova in quel momento.
In campo di pulsanti ce ne sono due, e servono alle prove. Non c’è nessun comando d’ambiente: chi lavora sotto i lucernari non deve fare niente e non trova niente da premere.
In centralina il comando lo esegue un attuatore KNX ScreenTronic ST3124 a quattro canali in 24 V, con l’alimentatore dedicato delle tende. Gli attuatori sono sedici, otto per lato: quattro canali ciascuno fanno 64 canali, due motori per canale fanno i 128 motori.
Sopra tutto c’è una stazione meteo Theben Meteodata 140 S GPS: legge la luminosità per direzione e, con l’orologio GPS, sa dov’è il sole in quel momento dell’anno. La logica è una sola, e lavora da sé tutto il giorno:
È questo che rende necessari i 64 canali separati per lato: se le lamelle si muovessero tutte insieme, metà edificio starebbe al buio mentre l’altra metà si difende dal sole.
Ogni canale ha il proprio contatore delle ore di funzionamento: 64 contatori, 32 per lato. Su una copertura che si muove ogni giorno servono a sapere dove si è lavorato di più e dove conviene intervenire prima che qualcosa si fermi, senza salire a controllare a campione.
Ci sono poi i moduli logici GEWISS, per i ritardi e per le sequenze a tre e quattro posizioni: sono quelli che evitano di far partire centoventotto motori nello stesso istante.
L’impianto è del 2020. Nel 2024 ci hanno richiamati per un controllo: funzionava tutto, senza interventi da fare. Su un automatismo che si muove ogni giorno e sta in copertura, è il risultato che conta.